Sprigioniamo il valore dei dati per prepararci alla rinascita di questo terribile momento

Questi sono giorni che ciascuno di noi ricorderà per sempre. Giorni che stanno incidendo sul nostro modo di vivere e che ci stanno facendo scoprire un modo diverso di vivere.
Alcuni stanno vivendo un modo diverso di lavorare, di confrontarsi, di stare vicini, di imparare …
Il digitale ed internet stanno giocando un ruolo fondamentale in tutto questo.
Mai come prima ci siamo trovati ad apprezzarlo come ora.
Certo, ci sono le persone che ci lavorano sopra ogni giorno e che stanno raccontando come farne uso presentando soluzioni software, vari strumenti, tutorial e molto altro ancora.
La solidarietà poi ci fa sentire tutti più vicini e nascono tanti progetti dove si informa, si presta aiuto come si può: donando il sangue, portando la spesa a casa per chi non può uscire, facendo varie attività di volontariato nel limite del possibile delle regole che ci sono state date.
La creatività porta a creare flashmob inaspettati e nascono iniziative di intrattenimento federate dove, ciascuno fa il suo, ma messo assieme compare come un grande momento di spettacolo.
Guardiamo poi fuori dalla finestra: la primavera sta arrivando ed è piacevole vedere i fiori aprirsi e gli alberi svegliarsi. Il cielo appare più pulito così come l'aria: sappiamo che stanno circolando molte meno auto del normale e questo ne trae giovamento all'ambiente.
Intorno a noi rimane però il silenzio.
Il silenzio ha sempre un potere molto forte: anche se alcune volte spaventa, ci aiuta a riflettere.
Sappiamo che tutto questo sta accadendo perché siamo in un momento di emergenza. Siamo in un momento terribile, come quello che ci hanno raccontato i nostri nonni o bisnonni in passato di quando hanno vissuto la Grande Guerra.
La nostra libertà di circolare e soggiornare liberamente è limitata.
Lo è per un caso previsto dalla Costituzione italiana.
L'articolo 16 infatti recita
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Il nostro Governo è intervenuto in questo modo per questa ragione e vediamo ogni giorno che uno dei temi portanti è quello di individuare manovre per prepararsi a cosa sarà dopo.
Sappiamo benissimo che, il rovescio della medaglia di tutto questo, è che la produzione si è fermata, che le conseguenze di quello che sta accadendo avranno un peso importante.
Questa crisi sta mostrando il potere del digitale ed ora, perché non ragionare anche sul come uscirne in ottica digitale? Perché non partire dai dati che ogni giorno generiamo.
Partendo da ora: attraverso il monitoraggio.
Sappiamo che, in 10 anni di opendata, quei dati che sono realmente in grado di creare valore, di aiutare a far crescere la società, quelli di cui parla il famoso rapporto McKinsey sugli opendata e sulla potenzialità di sprigionare 3 miliardi di miliardi di dollari, ancora non sono disponibili.
Molti di quei dati non lo sono perché governati da aziende private che non li rilasciano.
Dati che riguardano il trasporto, le merci, i consumi energetici, il traffico telefonico ed internet … e altri ancora sono ancora disponibili a pochi o nessuno.
Rispondere a domande come: quanti veicoli stanno circolando sulle autostrade italiane, o quante merci si stanno trasportando da dove a dove, o quanta energia elettrica consuma una casa ed altro ancora sono risposte ancora spesso aperte.
Sviluppare un progetto come quello di Trafford Data Lab di risposta all'emergenza climatica in UK attualmente risulta molto difficile.

Siamo in emergenza ed è ora che tutti facciano la propria parte mettendo a disposizione, tutto ciò che può servirci per capire a fondo la situazione.
Dobbiamo monitorare cosa è accaduto e cosa sta accadendo per progettare quello affronteremo più avanti.
Aprite i dati: la comunità scientifica e quella degli attivisti open data, ne amplificheranno il valore e aiuteranno a costruire un percorso decisionale.
Ora tocca a voi:
a chi ha i dati e ha chi ha il potere di fare in modo che accada
Ogni giorno si stanno formulando delle sfide che affronteremo appena usciremo da questo brutto momento. Ed è dai dati che troveremo molte delle risposte sul come agire.
Esattamente come stiamo cercando di fare ora su queste scelte.
Sappiamo che non è, ma in questa emergenza, lo spirito di solidarietà ci sta facendo sentire tutti più vicini e fa capire a ciascuno di noi che è possibile aiutarsi per una reale crescita.
Il mio è un appello:
sprigioniamo il valore dei dati per prepararsi alla rinascita di questo terribile momento.
Governo, pubbliche amministrazioni, società a partecipazione pubblica, aziende … fermiamoci a riflettere e diamo vita ad una primavera con gli opendata.